Scritto da 6:22 pm Verona, Attualità

Verona e la Rete RE.A.DY: l’impegno istituzionale per inclusione e diritti

Verona (mercoledì, 14 gennaio 2026) — Il Comune di Verona riafferma la propria presenza attiva all’interno della Rete RE.A.DY, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. L’adesione dell’ente, formalizzata con la deliberazione consiliare n. 93 del 2022, inserisce la città in un network strategico che oggi unisce centinaia di istituzioni italiane nell’obiettivo comune di diffondere politiche di inclusione e cittadinanza attiva.

Di Mirko Aglianò

La storia della rete affonda le radici nel giugno del 2006, quando la città di Torino, in occasione del Pride nazionale e in collaborazione con il Comune di Roma, chiamò a raccolta dodici amministrazioni pioniere. Da quell’incontro scaturì la Carta di Intenti, il documento programmatico che ancora oggi definisce i pilastri operativi della rete: promuovere sinergie tra enti locali e regionali, valorizzare le risorse esistenti sul territorio e cooperare con organismi nazionali e internazionali.

Attualmente, la Segreteria Nazionale della rete rimane affidata alla Città di Torino, che coordina lo scambio di “azioni positive” — progetti concreti che spaziano dalla formazione del personale pubblico alla sensibilizzazione nelle scuole. Per Verona, la partecipazione a RE.A.DY rappresenta uno strumento per superare l’isolamento istituzionale sulle tematiche dei diritti civili, permettendo di attingere a modelli già collaudati in altre realtà urbane. Il coordinamento territoriale mira infatti a costruire una società più equa, dove la cooperazione tra istituzioni e associazionismo possa trasformare i principi della Carta di Intenti in servizi e tutele tangibili per l’intera comunità cittadina.

Immagine di proprietà del sito istituzionale del Comune di Verona, qui riprodotta per soli fini informativi.

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Last modified: Gennaio 14, 2026
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