Venezia (venerdì, 10 ottobre 2025) — Dopo settimane di confronto, è arrivata l’intesa: Rifondazione Comunista entra ufficialmente nella coalizione di centrosinistra che appoggerà la candidatura di Giovanni Manildo alla presidenza della Regione Veneto. La decisione è maturata «al termine di un complesso e approfondito confronto» e dopo aver ottenuto «risposte positive» alle proposte avanzate dal partito.
di Matilde Molina
Il segretario regionale di Rifondazione, Gabriele Zanella, ha spiegato che la decisione nasce dalla volontà di contrastare «la narrazione autocelebrativa della destra di governo» sul cosiddetto “modello veneto”. Secondo Zanella, la realtà della regione presenta gravi criticità:
- crescita del lavoro povero, che penalizza soprattutto giovani, donne e lavoratori migranti
- aumento del consumo di suolo e maggiore esposizione agli eventi climatici estremi
- livelli di inquinamento tra i più alti d’Europasanità pubblica in arretramento, con ritardi diagnostici e un crescente ruolo del privato.
Oltre ai temi ambientali e sanitari, Rifondazione sottolinea la fragilità del modello produttivo regionale, basato su bassi salari e precarietà. Una condizione che, secondo Zanella, spinge molti giovani a lasciare il Veneto in cerca di migliori opportunità. A questo si aggiunge la decrescita demografica e il ruolo determinante dei lavoratori migranti in diversi settori produttivi, spesso accompagnato da una retorica «xenofoba e razzista».
Alla base dell’accordo con il centrosinistra vi sono quattro priorità individuate dal partito:
- rafforzamento della sanità pubblica
- valorizzazione del lavoro e dei diritti dei lavoratori
- tutela dell’ambiente e del territorio
- garanzia del diritto alla casa
Zanella ha infine ribadito che la lotta per la pace e contro il riarmo resterà centrale nell’azione politica di Rifondazione, come condizione necessaria per un futuro più giusto e sostenibile.
Last modified: Ottobre 10, 2025

