Verona (giovedì, 8 gennaio 2026) — Il 2025 dell’auto italiana si chiude con un passo indietro misurato, ma netto. Poco più di un milione e mezzo di nuove immatricolazioni, un due per cento scarso in meno rispetto all’anno prima, come se il mercato avesse deciso di tirare il fiato senza però sedersi del tutto.
di Valeria Russo
A dicembre, a livello nazionale, è arrivato persino un accenno di risveglio, un più due virgola due che assomiglia a un colpo di tosse dopo una lunga influenza. Ma scendendo sul territorio, la temperatura cambia.
Nella provincia di Verona il bilancio è più freddo. Qui la flessione annua tocca il tre virgola quattro per cento, un dato più severo della media nazionale e sufficiente a raccontare un mercato che ha viaggiato con il freno leggermente tirato. In dodici mesi le nuove vetture immatricolate sono state poco più di ventimila, un numero che dice movimento ma non entusiasmo. Dicembre ha provato a salvare l’onore, con oltre millecinquecento consegne, praticamente in linea con lo stesso mese dell’anno precedente. Un pareggio che non fa male, ma nemmeno sorridere.
Guardando il calendario, l’andamento somiglia a una strada di collina. C’è un picco primaverile, con marzo e gennaio sopra quota duemila, un novembre ancora vivace e poi l’agosto vuoto, quando le concessionarie sembrano ferme quanto le città arroventate. Non è una sorpresa, ma è una conferma: l’auto segue l’umore delle persone, e l’umore negli ultimi mesi non è stato esattamente spavaldo.
Anche le scelte raccontano una prudenza diffusa. A dicembre, sul podio dei marchi più venduti, ci sono nomi familiari, quasi rassicuranti. Auto che non promettono rivoluzioni, ma continuità. Si compra ciò che si conosce, quando il futuro appare un po’ troppo costoso per essere affrontato a cuor leggero.
Eppure, sotto questa superficie cauta, qualcosa si muove. L’elettrico continua a crescere, con numeri che a livello nazionale fanno impressione. Le auto a batteria aumentano di quasi la metà rispetto all’anno precedente e arrivano a occupare una fetta sempre più visibile del mercato. A dicembre l’effetto degli incentivi ha spinto le consegne come una marea improvvisa, più che raddoppiando i volumi. Anche le emissioni medie scendono, segno che il cambiamento, lento ma ostinato, sta lavorando.
Il problema è che il rinnovamento del parco auto resta un cantiere aperto. Troppe vetture anziane continuano a circolare, come vecchi mobili che nessuno ha il coraggio di buttare. Il risultato è un mercato sospeso tra due mondi: quello che fatica a lasciarsi alle spalle il passato e quello che guarda al futuro con interesse, ma senza ancora fare il passo decisivo.
Nel Veronese, il 2025 dell’auto non è stato un anno di crolli né di rilanci. È stato un anno di attesa, di conti fatti con attenzione, di scelte rimandate. Il motore è acceso, ma la marcia resta bassa. E la strada davanti, per ora, non invita a correre.
Last modified: Gennaio 9, 2026

