Verona (venerdì, 16 gennaio 2026) — Il Teatro Filarmonico non cambia facciata, ma cambia prospettiva. Nel 2026 non chiede soltanto di essere ascoltato, invita a essere attraversato. La Fondazione Arena apre le sue porte e costruisce un percorso che accompagna il pubblico là dove di solito non si guarda: tra sale storiche, palcoscenico e retropalco, dentro il lavoro quotidiano che tiene insieme musica, tecnica e attesa.
di Valeria Russo
Il progetto si chiama Le Sale della Musica e prenderà vita dal 17 gennaio al 19 dicembre, trasformando il teatro di via Roma in un luogo da esplorare, non solo da abitare per una sera.
L’idea nasce da un’esperienza recente che ha lasciato il segno. Le visite straordinarie del 2025, organizzate per la Giornata Internazionale del Teatro, avevano mostrato quanto forte fosse la curiosità verso ciò che accade prima che si alzi il sipario. Da quella risposta nasce ora un calendario stabile, pensato per raccontare il Filarmonico non come monumento, ma come organismo vivo. Un racconto fatto di spazi e di persone: tecnici, maestri, artisti, professionalità spesso invisibili che rendono possibile ogni spettacolo.
Le visite si terranno il sabato mattina, in due turni, alle 10.30 e alle 12, dureranno circa un’ora e saranno riservate a piccoli gruppi, al massimo venti persone. Non esisterà un percorso identico all’altro. A cambiare saranno gli spazi accessibili, i dettagli raccontati, le suggestioni, perché tutto dipenderà da ciò che il teatro starà preparando in quel momento. Un modo per restituire l’idea di un luogo in continua trasformazione, che non si ripete mai uguale a se stesso. Il biglietto avrà un costo contenuto, cinque euro, con riduzioni per under 30 e over 65, a sottolineare la volontà di rendere l’esperienza accessibile e non elitaria.
La prima data, sabato 17 gennaio, ha anche un valore simbolico. Cade alla vigilia dell’inaugurazione della stagione artistica 2026 e segna l’inizio ufficiale di questo nuovo modo di frequentare il Filarmonico. I biglietti saranno disponibili online e nelle biglietterie della Fondazione Arena, accompagnando il pubblico lungo tutto l’anno, fino alle soglie dell’inverno successivo.
La stessa giornata segna anche un’altra apertura. Alle 18 debutta infatti Musica e Cinema, una nuova rassegna che affianca le stagioni di Opera e Balletto e gioca sul dialogo tra linguaggi. Nei sabati che precedono le prime, il teatro diventerà una sala cinematografica particolare, ospitando proiezioni in lingua originale di film legati ai titoli in cartellone. Un invito a entrare nelle opere da un’altra porta, quella dello schermo.
Il primo appuntamento è affidato a Don Giovanni di Joseph Losey, il film del 1979 che rilegge Mozart attraverso architetture palladiane e un immaginario cinematografico potente, capace di tenere insieme musica, paesaggio e dramma. Un’opera che ha attraversato il tempo e raccolto riconoscimenti importanti, e che ora torna a dialogare con il palcoscenico che l’ha ispirata.
Il 2026 del Teatro Filarmonico si apre così: non solo con spettacoli da vedere, ma con spazi da conoscere e storie da percorrere. Perché a volte, per capire davvero la musica, bisogna prima imparare a guardare dove nasce.
Last modified: Gennaio 16, 2026

