Verona (giovedì, 15 gennaio 2026) — Nel cuore di Verona la pizza smette di essere solo un piatto e si trasforma in racconto, gesto, incontro. Con Carmine Pizza d’Autore, Carmine Pasqua firma un progetto dall’impronta fortemente esperienziale, in cui il bancone a vista diventa il centro della scena e il pizzaiolo il protagonista di una narrazione che intreccia memoria, tecnica e territorio. Qui, come nei migliori indirizzi dell’alta ristorazione, il bancone assume il ruolo di un vero e proprio “chef’s table”, pensato per chi desidera vivere la pizza in modo consapevole e partecipato.
di Ludovica Maura Santarelli
Varcare la soglia del locale significa entrare direttamente nel laboratorio del gusto. Dodici posti al bancone permettono agli ospiti di assistere a ogni fase del lavoro: dal rinfresco del lievito madre alla stesura dell’impasto, fino alla spiegazione delle materie prime e degli abbinamenti. «Ho voluto portare alla luce tutto quello che c’è dietro una pizza e la sua lavorazione, senza intermediari né barriere fra me e la sala», racconta Pasqua. Un approccio che trova nuova forza nel trasferimento in centro città, dove il progetto originario si evolve in una dimensione più urbana, mantenendo intatti i valori di convivialità, ricerca e dialogo.
La cucina di Carmine Pasqua è guidata da un doppio filo conduttore: Calabria nel cuore, Veneto nell’anima. Nato a Cosenza nel 1990, Carmine cresce al Nord dopo essersi trasferito con la madre e la sorella negli anni Novanta. È qui che muove i primi passi nella ristorazione, partendo dalle pizzerie d’asporto e affinando negli anni una solida esperienza tra teglia, tonda e stagioni lavorative in contesti diversi. Un percorso che si arricchisce nel tempo grazie alla collaborazione con locali e pizzerie rinomate, fino alla definizione di una cifra personale ben riconoscibile.

La memoria della Calabria è presente nei topping e nelle materie prime: pomodoro Migliarese, ’nduja di maiale nero, liquirizia DOP e produzioni artigianali del Sud dialogano con le eccellenze venete, in particolare quelle enologiche. Metodo Classico, bollicine locali e vini più strutturati diventano parte integrante del percorso, pensati per esaltare contrasti e affinità. L’obiettivo è chiaro: trasformare la pizza in un veicolo di territorio e di storie, valorizzando piccoli produttori e filiere selezionate.
Dal punto di vista tecnico, il laboratorio ospita tre impasti distinti: la pizza tonda in stile napoletano contemporaneo, caratterizzata da un’idratazione intorno all’80% e da una grande scioglievolezza; la pala in semola e mais, croccante e stratificata; e il padellino al farro, ideale per abbinamenti più rustici e consistenze decise. Una versatilità che consente al menu di evolvere con la stagionalità e con il confronto diretto con i clienti seduti al bancone.
Tra le pizze simbolo spiccano la Veja, con crema di zucca, Monte Veronese, coppa di testa di Este e gel all’Amarone; la Calabria, che unisce ’nduja, ricotta di capra e liquirizia calabrese DOP; e la Viola, un gioco di contrasti tra cavolo viola, cavolfiori, carne salà, pinoli tostati e caciotta alla mela. Il padellino diventa invece una tela per combinazioni più complesse, dalla stracciatella con cicoria e alici di Cetara fino agli abbinamenti con ricotta di capra, capocollo e cotto di fichi.
A completare l’esperienza, una selezione di vini e birre artigianali pensata in funzione delle pizze, e un caffè monorigine 100% arabica che chiude il percorso con coerenza e carattere. In un locale raccolto, dai toni caldi e dall’atmosfera intima, Carmine Pizza d’Autore si propone come uno spazio di incontro e condivisione, dove la pizza diventa racconto e il tempo torna ad avere valore.
Carmine Pizza d’Autore, via Francesco Berni 12, Verona.
Orari: 18.30–23 (martedì e giovedì anche pranzo 12.30–14.30); mercoledì chiuso.



