Scritto da • 11:21 pm• Verona, Attualità

Borgo Trento, due pediatrie e un’idea semplice: curare presto per curare meglio

Verona (domenica, 11 gennaio 2026) — Ci sono ospedali che si riconoscono dal rumore dei corridoi. E poi ce ne sono altri, come Borgo Trento, dove il silenzio non è assenza ma attenzione.

di Valeria Russo

Qui, all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, la pediatria non è un reparto unico e indistinto, ma un sistema articolato che lavora per specializzazioni, senza perdere di vista l’obiettivo comune: prendersi cura della salute di bambini e adolescenti quando il tempo, più che altrove, fa la differenza.

Due pediatrie, due anime complementari. La Pediatria B è diventata negli anni un riferimento regionale ed europeo per diabete e obesità infantile. A guidarla è Claudio Maffeis, che ha costruito un modello in cui la cura non comincia con la diagnosi, ma spesso prima. Da oltre trent’anni il reparto segue programmi di monitoraggio per i soggetti a rischio, intercettando la malattia prima che si manifesti in modo conclamato. È una medicina che anticipa, che riduce drasticamente le complicanze e cambia la traiettoria della vita futura.

Qui il diabete di tipo 1 non è solo trattato, ma studiato nel suo nascere. La diagnosi precoce consente interventi innovativi, compresi farmaci in grado di rallentare l’evoluzione della malattia nelle fasi iniziali. Accanto a questo, l’obesità infantile viene affrontata come ciò che è davvero: una patologia complessa, non un problema estetico. Attraverso il progetto europeo Obelisk, il reparto lavora su prevenzione, test avanzati, percorsi terapeutici personalizzati, con l’obiettivo di proteggere il futuro metabolico dei bambini, non solo il loro peso.

A pochi metri di distanza, la Pediatria C segue un’altra traiettoria, altrettanto decisiva. Guidata da Giorgio Piacentini, è il cuore della pneumologia pediatrica e dei grandi programmi di screening. Qui ha sede il Centro regionale per l’asma, dove bambini e ragazzi vengono seguiti con terapie aggiornate, inclusi i farmaci biologici più recenti. L’asma, spiegano i medici, non è una condanna: con una diagnosi corretta e un’alleanza solida tra famiglie, scuola e pediatri, la normalità è un traguardo possibile.

Ma la forza della Pediatria C sta soprattutto nella prevenzione che inizia prestissimo. Lo screening neonatale esteso per patologie rare come SMA e SCID coinvolge ogni anno decine di migliaia di neonati del Veneto occidentale. È un lavoro silenzioso, che spesso non fa notizia, ma che permette di iniziare le cure prima ancora che i sintomi si affaccino. Accanto a questo, ambulatori innovativi come quello dei primi mille giorni accompagnano genitori e bambini dal concepimento ai primi anni di vita, lavorando su nutrizione, crescita, benessere emotivo e prevenzione futura.

In questo ospedale la cura non è mai solo tecnica. Progetti di interventi assistiti con gli animali entrano negli ambulatori per ridurre ansia e stress, ricordando che anche l’emozione ha un peso clinico. Le due Pediatrie non si sovrappongono, non competono: si completano. Super-specializzazione, sì, ma dentro una visione comune che tiene insieme ricerca, clinica e prevenzione.

Attorno a questo nucleo ruotano altre unità dedicate ai più piccoli, dall’oncoematologia alla neuropsichiatria infantile, dalla chirurgia pediatrica alla terapia intensiva. Un ecosistema che racconta una scelta precisa: investire sulla salute dei bambini non come emergenza, ma come progetto a lungo termine.

Perché curare presto, qui, significa soprattutto una cosa. Dare agli adulti di domani una possibilità in più di non diventare pazienti.

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Last modified: Gennaio 11, 2026
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