Verona (martedì, 29 luglio 2025) — Un gesto improvviso e non autorizzato ha attirato l’attenzione del pubblico domenica 27 luglio, durante la rappresentazione dell’Aida all’Arena di Verona. Poco prima dell’inizio del secondo atto, sul tabellone elettronico dell’anfiteatro è apparsa per alcuni secondi la scritta “Stop Genocide”, accompagnata dalla bandiera palestinese. L’autore dell’iniziativa si è identificato pubblicamente: si tratta di Francesco Orecchio, 23 anni, pianista veronese impiegato quella sera come addetto ai sottotitoli.
di Chiara De Santis
Orecchio ha spiegato di aver agito in autonomia, senza informare né la Fondazione Arena né la società per cui lavorava. «È stata una mia scelta personale, in adesione alla giornata di mobilitazione contro il genocidio in corso a Gaza», ha dichiarato. «Ho approfittato del mio incarico tecnico per inserire la scritta durante la pausa musicale».
Il gesto ha suscitato una reazione positiva e spontanea tra pubblico e orchestrali, che hanno iniziato a battere i piedi in segno di approvazione. Il giovane precisa che l’iniziativa non aveva alcun legame con la presenza del direttore d’orchestra Daniel Oren, di origine israeliana: «Il mio messaggio avrebbe avuto lo stesso contenuto anche con un altro direttore», ha sottolineato.
Contrariamente a quanto vociferato, Orecchio non è stato licenziato, poiché quella era l’ultima sera del suo contratto. A breve partirà per l’Olanda, dove inizierà una nuova esperienza come maestro collaboratore presso il Teatro dell’Opera di Amsterdam.
La Fondazione Arena, per ora, si è limitata a chiedere l’identità dell’autore del gesto. Non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali né risultano contatti da parte della Digos. L’episodio ha però riacceso il dibattito su espressione artistica e impegno civile negli spazi pubblici e culturali.
Last modified: Luglio 29, 2025

