Verona (martedì, 29 luglio 2025) — Aumentano a Verona gli uomini coinvolti nel percorso di rieducazione del servizio pubblico “Nav – Non Agire Violenza”, rivolto a chi ha agito comportamenti violenti in ambito familiare o affettivo. Attivo dal 2022 e unico nel suo genere in Veneto, lo spazio di ascolto è gestito direttamente dal Comune e accoglie utenti inviati in gran parte dall’Autorità giudiziaria, nell’ambito del “Codice Rosso”. Nei primi sette mesi del 2025 sono già 45 gli uomini presi in carico, contro i 68 dell’intero 2024.
di Chiara De Santis
Il centro Nav – Non Agire Violenza, attivo a Verona dal 2022, rappresenta un modello innovativo di intervento sugli autori di violenza domestica. È l’unico in Veneto gestito direttamente da un’amministrazione comunale e offre percorsi di ascolto e responsabilizzazione rivolti agli uomini che hanno agito violenza. Il 91% degli utenti vi accede su disposizione del Tribunale, in base alla Legge n. 69/2019, meglio nota come Codice Rosso. Solo il 9% lo fa volontariamente.
Nel 2025, da gennaio a luglio, sono già stati presi in carico 45 uomini: un dato in crescita rispetto agli anni precedenti (43 nel 2023, 41 nel 2022). L’età media degli utenti è di 43 anni, molti con famiglia, lavoro e livello di istruzione secondaria, confermando che non esiste un profilo unico dell’uomo maltrattante. Alcuni presentano fragilità sociali o dipendenze, ma non è la regola.
Il percorso presso Nav, gratuito per chi accede su base volontaria, prevede incontri individuali e di gruppo della durata minima di 60 ore distribuite su un anno. Gli operatori – psicologi, educatori, psicoterapeuti – redigono relazioni periodiche indirizzate all’Autorità giudiziaria, per documentare il coinvolgimento e i progressi dell’utente.
Accanto al percorso rieducativo, il Comune di Verona ha attivato una rete integrata con il centro antiviolenza P.E.T.R.A. e un nuovo centro di formazione per promuovere la cultura del rispetto nelle relazioni, a partire dai giovani. «La violenza maschile è una piaga sociale – afferma la vicesindaca Barbara Bissoli – che va contrastata su più fronti: prevenzione, protezione delle vittime e recupero dei responsabili».
L’iniziativa, sostenuta dall’Amministrazione Tommasi, dimostra che anche gli autori di violenza possono essere coinvolti in un percorso di consapevolezza, per prevenire nuovi episodi e contribuire al cambiamento culturale necessario a sradicare la violenza di genere.
Last modified: Luglio 29, 2025

