Verona (venerdì, 30 gennaio 2026) — L’intesa di libero scambio siglata tra Unione Europea e India apre nuovi e interessanti scenari anche per il tessuto produttivo veronese. L’accordo, definito nei giorni scorsi a Nuova Delhi in occasione del 16° vertice Ue-India, punta a una progressiva eliminazione delle barriere commerciali tra le due aree, con l’obiettivo di raddoppiare nel medio periodo le esportazioni europee verso il mercato indiano.
di Ludovica Maura Santarelli
Nel 2024 l’interscambio commerciale tra Italia e India ha raggiunto i 14 miliardi di euro, di cui 9 miliardi in importazioni e 5,2 miliardi in esportazioni. Il Veneto contribuisce a questo flusso con oltre 1,4 miliardi di euro, mentre Verona supera i 196 milioni di euro di scambi con il Paese asiatico. Secondo le elaborazioni della Camera di Commercio di Verona, l’India si colloca al 32° posto tra le destinazioni dell’export provinciale e al 27° per l’import.
«Per la nostra provincia l’accordo tra India e Unione Europea rappresenta un’importante opportunità di consolidamento e sviluppo in un mercato storicamente caratterizzato da barriere tariffarie elevate – commenta il presidente della Cciaa di Verona, Paolo Arena –. La rimozione di tali ostacoli può favorire una crescita significativa dell’export locale, finora limitato dagli alti costi d’ingresso».
L’analisi del Servizio Studi e Ricerca della Camera di Commercio individua diversi comparti che potranno beneficiare in modo diretto dell’intesa. In primo piano la meccanica, che già oggi rappresenta una delle principali voci dell’export veronese verso l’India, con 30,5 milioni di euro. Nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni di “macchine di impiego generale” hanno superato i 16,6 milioni di euro, mentre quelle di “macchine per impieghi speciali” hanno raggiunto gli 11,4 milioni. Finora gravati da dazi fino al 44%, questi prodotti diventeranno molto più competitivi, favorendo in particolare i macchinari per il marmo e il packaging.
Anche il comparto lapideo potrà trarre vantaggi rilevanti. L’accordo prevede infatti l’eliminazione o una drastica riduzione dei dazi sulla pietra naturale lavorata e semilavorata, oltre alla fine delle restrizioni sulle licenze di importazione. Nei primi nove mesi del 2025, Verona ha esportato in India pietre grezze per quasi 1,2 milioni di euro e prodotti finiti per oltre 1 milione, con prospettive di crescita soprattutto nel segmento dell’edilizia di pregio.
Particolarmente significative le ricadute sull’agroalimentare, storicamente penalizzato dal protezionismo indiano. Per il vino, i dazi passeranno dal 150% al 75% già all’entrata in vigore dell’accordo, per poi scendere progressivamente fino al 20%. Un cambiamento che potrebbe sbloccare una domanda latente, considerando che l’export attuale di bevande si attesta su circa 188 mila euro. Riduzioni consistenti sono previste anche per frutta e ortaggi trasformati, prodotti da forno e altre specialità.
Benefici sono attesi inoltre per l’automotive e la componentistica: i dazi sulle auto scenderanno dal 110% a un minimo del 10%, mentre quelli sui componenti verranno progressivamente azzerati, favorendo l’integrazione delle imprese veronesi nelle catene globali. Infine, prospettive positive anche per chimica e farmaceutica, con la quasi totale eliminazione delle tariffe oggi fino al 22% e all’11%, aprendo nuove possibilità di crescita per l’export scaligero.
Last modified: Gennaio 30, 2026

