Verona (martedì, 27 gennaio 2026) — A Verona anche i rifiuti, ogni tanto, chiedono di essere ascoltati. Non con un avviso affisso sul bidone né con l’ennesima raccomandazione civica, ma entrando in un teatro, sedendosi idealmente accanto a chi guarda uno schermo e prova a farsi qualche domanda in più sul proprio quotidiano. Succede così che un vecchio cellulare, dimenticato da anni in fondo a un cassetto, trovi finalmente una via d’uscita degna.
di Valeria Russo
Amia ha deciso di mescolare i piani e di trasformare il riciclo in un gesto pubblico, quasi condiviso. Mercoledì 28 gennaio, alle 20.45, il Teatro Santa Teresa di Borgo Roma apre le porte a una serata che unisce cinema, ambiente e azione concreta. In programma la proiezione gratuita di Materia Viva, un documentario che prova a raccontare cosa si nasconde dentro gli oggetti che usiamo ogni giorno e poi fingiamo di non vedere più quando smettono di funzionare.
Non è un film da istruzioni per l’uso. Materia Viva attraversa il tema dei rifiuti elettronici con uno sguardo narrativo, affidandosi a volti noti del cinema e dello sport per parlare di una contraddizione tutta contemporanea. Smartphone, computer, piccoli elettrodomestici sono miniere urbane mascherate: custodiscono materiali preziosi come rame e alluminio, ma anche sostanze che, se disperse, lasciano ferite profonde all’ambiente. Oggetti minuscoli, effetti enormi.
La differenza, in questa serata, sta nel passaggio immediato dalla consapevolezza al gesto. Prima e dopo la proiezione, Amia metterà a disposizione contenitori dedicati per raccogliere piccoli Raee. Chi entra a teatro può farlo con un telefono rotto in tasca o un vecchio asciugacapelli sotto il braccio e uscirne un po’ più leggero, almeno dal punto di vista del senso civico.
I numeri raccontano che qualcosa, in città, si sta già muovendo. Nel 2025 Verona ha superato le 930 tonnellate di rifiuti elettronici raccolti, con un aumento netto rispetto all’anno precedente. Un dato che segnala attenzione crescente, ma anche un margine di miglioramento ancora evidente, soprattutto se si pensa a quanti dispositivi continuano a finire nel secco o peggio abbandonati.
Il progetto non si ferma al teatro. Il cuore dell’iniziativa batte anche nelle scuole medie, dove il riciclo diventa una pratica quotidiana e persino una sfida. Ventidue istituti coinvolti, migliaia di studenti e famiglie chiamati a raccogliere dispositivi informatici dismessi, con premi per le realtà più virtuose. Un modo per insegnare che la tecnologia non scompare quando smette di funzionare, ma chiede responsabilità anche nel suo ultimo passaggio.
Fuori dagli eventi speciali resta la regola di sempre, quella che vale tutti i giorni. I rifiuti elettronici vanno portati nei centri di raccolta, affidati all’ecomobile di quartiere o, per gli oggetti più ingombranti, consegnati tramite il servizio di ritiro a domicilio. Piccoli gesti ripetuti, senza applausi, ma non per questo meno necessari.
Intanto, per una sera, il teatro diventa un luogo insolito. Non solo per le storie sullo schermo, ma per quelle che ciascuno porta con sé, infilate in una tasca o chiuse in una borsa. Oggetti che smettono di essere scarti e tornano a essere materia viva, proprio quando qualcuno decide di non ignorarli più.
Last modified: Gennaio 27, 2026

