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Verona, suicidio in carcere a Montorio: detenuto si toglie la vita, è il 65° caso dall’inizio dell’anno

Verona (martedì, 07 ottobre 2025) — Un uomo di 51 anni, detenuto nella Casa Circondariale di Verona per maltrattamenti in famiglia, si è tolto la vita nella sua cella nel pomeriggio di domenica. Il gesto è avvenuto nella prima sezione del carcere di Montorio e rappresenta il 65° suicidio tra i reclusi in Italia dall’inizio del 2025. A questi numeri si aggiungono un internato in una REMS e tre operatori penitenziari. A denunciare la gravità della situazione è stato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, che ha parlato di “strage silenziosa” nelle carceri italiane.

di Matilde Molina

Il carcere di Montorio ospita oggi 607 detenuti a fronte di 332 posti regolamentari, con un tasso di sovraffollamento dell’83%. A ciò si aggiunge la carenza di personale: gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono 370, quando ne servirebbero almeno 420.

Il problema, sottolinea il sindacato, riguarda l’intero sistema penitenziario nazionale: in Italia i detenuti sono oltre 63 mila, a fronte di meno di 47 mila posti disponibili, con un sovraffollamento che supera il 135%. A questa criticità si somma una carenza di oltre 20 mila agenti, aggravata dalle assegnazioni di personale a uffici ministeriali e sedi extracarcerarie.

Secondo De Fazio, le condizioni di vita dei detenuti non rispettano più i presupposti giuridici del sistema carcerario, mentre il personale penitenziario è sottoposto a turni insostenibili, in alcuni casi superiori alle 24 ore. «Servono interventi urgenti – ha dichiarato – per ridurre la densità detentiva, potenziare gli organici, ristrutturare gli edifici, garantire assistenza sanitaria e avviare una riforma strutturale del sistema».

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Last modified: Ottobre 7, 2025
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