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Veneto, sicurezza sul lavoro: 76 morti nei primi otto mesi del 2025, +58% rispetto al 2024

Venezia (mercoledì, 08 ottobre 2025) — Allarme sicurezza sul lavoro in Veneto. Nei primi otto mesi del 2025 sono state registrate 76 vittime, un incremento del 58,3% rispetto ai 48 decessi nello stesso periodo del 2024. I dati, diffusi dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, collocano la regione al secondo posto in Italia per numero di morti sul lavoro, subito dopo la Lombardia. L’incidenza di mortalità (23,8 decessi per milione di occupati) risulta superiore alla media nazionale (20,6).

di Matilde Molina

Secondo l’Osservatorio, dei 76 decessi complessivi, 53 sono avvenuti sul posto di lavoro e 23 in itinere. Particolarmente significativa l’incidenza dei lavoratori stranieri: 32 vittime (22 in occasione di lavoro), pari a oltre il 42% del totale. Le denunce di infortunio hanno raggiunto quota 46.410, con 30.855 riguardanti uomini e 15.555 donne; tra queste ultime, 4 hanno perso la vita nei primi otto mesi dell’anno.

Il settore manifatturiero si conferma il più esposto con 8.539 denunce, seguito da costruzioni (2.995), commercio (2.684), trasporti e magazzinaggio (2.371) e sanità (2.192).

A livello territoriale, Rovigo presenta il rischio più alto di infortunio mortale con 50,1 decessi per milione di occupati, seguita da Venezia (32,6) e Vicenza (28,2). In valori assoluti, la “maglia nera” spetta a Verona, con 18 vittime, davanti a Venezia (16) e Padova (14).

Il presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato, ha sottolineato come l’aumento delle morti in occasione di lavoro – da 32 a 53 in un anno – dimostri che non si tratta più di un’emergenza, ma di un problema strutturale che richiede un intervento urgente e condiviso.

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Last modified: Ottobre 8, 2025
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