Scritto da 9:19 pm Verona, Attualità, Cultura

Verona, un anno con Shakespeare: il teatro come paesaggio vivo della città

Verona (domenica, 21 dicembre 2025) — Verona si prepara a vivere un anno intero sotto il segno di Shakespeare, e non come semplice omaggio commemorativo. Casa Shakespeare ha immaginato il 2026 come un tempo lungo, attraversabile, in cui il teatro smette di essere evento isolato e diventa paesaggio culturale. Il pretesto è potente: i 410 anni dalla morte del Bardo e il Congresso mondiale shakespeariano che la città ospiterà a luglio. Ma l’ambizione va oltre la ricorrenza.

di Valeria Russo

Il progetto si innesta su una storia già avviata, quella di Shakespeare in Veneto, la rassegna itinerante che da dieci anni porta testi e personaggi nei luoghi reali evocati dalle opere, trasformando strade, piazze e cortili in scenografie mobili. Ora quella esperienza si espande e trova una cornice più ampia, entrando nell’Olimpiade culturale di Milano Cortina 2026: un riconoscimento che colloca Verona dentro una mappa nazionale e internazionale di eventi, linguaggi, pubblici.

Per tutto l’anno, la città sarà attraversata da spettacoli, festival, produzioni nuove e riprese, in italiano e in inglese, con una programmazione che non distingue rigidamente tra classico e contemporaneo. Dodici titoli scandiranno il calendario, affiancati dalle edizioni storiche della Shakespeare Week e del Juliet Summer Fest. Alcuni appuntamenti porteranno a Verona voci e artisti internazionali, altri rileggeranno i testi più noti con sguardi spiazzanti, a volte ironici, a volte feroci, sempre radicati nel presente.

Casa Shakespeare disegna così un teatro che non si limita a rappresentare, ma dialoga. Con la città, prima di tutto. Con un pubblico che non viene immaginato come spettatore passivo, ma come parte di un processo. Le produzioni itineranti continuano a essere un segno distintivo: camminare con Romeo e Giulietta per Verona, o seguire Otello e Jago tra calli e ombre veneziane, significa riscrivere il rapporto tra testo e spazio, tra parola e corpo urbano.

Accanto al teatro dal vivo, il progetto mette in campo l’innovazione. Lo Shakespeare Interactive Museum, aperto dal 2019, diventa uno snodo centrale: qui il racconto si fa immersivo, ibrido, mescolando presenza fisica e virtuale. Giulietta prende la parola in prima persona, la scena finale si apre alla realtà virtuale, e il confine tra museo e spettacolo si fa sempre più poroso. Non un contenitore statico, ma un organismo che cambia, sperimenta, dialoga con altre realtà internazionali anche attraverso il digitale.

Il filo che tiene insieme tutto è dichiaratamente inclusivo. Shakespeare 2026 nasce con l’idea che i grandi conflitti, le passioni, le cadute e le ossessioni raccontate dal Bardo non appartengano a un’élite colta, ma a chiunque. Età, provenienza, lingua non sono barriere, ma materiali con cui lavorare. Da qui l’attenzione ai giovani, alle scuole, ai workshop che trasformano lo studio in esperienza diretta. Il progetto “Giulietta e Romeo Re Life” ne è l’esempio più evidente: una settimana di lavoro intensivo che culmina in performance nei luoghi dell’opera, in inglese, trasmesse in streaming. Verona diventa palcoscenico, ma anche punto di partenza verso il mondo.

C’è, in tutto questo, una visione precisa di città. Non museo a cielo aperto, non cartolina immobile, ma luogo che si lascia attraversare dai linguaggi contemporanei senza perdere identità. Casa Shakespeare scommette su questa tensione: radici locali forti e sguardo globale, tradizione che non si conserva sotto vetro ma si rimette in gioco. Il 2026, a Verona, non sarà un anno celebrativo. Sarà un anno vissuto.

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Last modified: Dicembre 21, 2025
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