Verona (giovedì, 11 settembre 2025) — Colpo di scena sul progetto del nuovo studentato di via Sacchi, tra Pindemonte e Ponte Crencano a Verona. Una risposta del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur), riportata da L’Adige, mette in dubbio la definizione urbanistica usata dalla vicesindaca e assessora alla Pianificazione urbanistica Barbara Bissoli.
di Matilde Molina
Secondo il Ministero, infatti, l’area individuata non può essere considerata un “brownfield”, come invece sostenuto dal Comune. Una precisazione che potrebbe rimettere in discussione l’intero iter del progetto, già oggetto di polemiche e contestazioni.
Lo studentato di via Sacchi è al centro di un acceso dibattito cittadino. La seconda circoscrizione si era espressa contro l’opera, nonostante la maggioranza locale coincida con quella presente in Comune, dove invece il progetto ha ricevuto l’ok della giunta. Critiche sono arrivate anche da ambientalisti e residenti, contrari alla cementificazione di un’area che considerano verde.
La vicesindaca Bissoli aveva difeso la scelta parlando di intervento di rigenerazione urbana su un sito già compromesso dall’uomo: una ex cava, con manufatti in cemento e una rampa di discesa.
Il Mur, però, nella risposta a un interpello presentato da un cittadino, ha chiarito che per essere definito “brownfield” un terreno deve aver subito una trasformazione sostanziale a seguito di attività antropiche, come impermeabilizzazioni o urbanizzazioni primarie. Elementi che, secondo il Ministero, mancano nell’area di via Sacchi.
Questa valutazione rischia di indebolire le motivazioni con cui il Comune ha sostenuto l’intervento. Intanto, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimo Mariotti ha annunciato la presentazione di un’interrogazione per chiarire la situazione.
Last modified: Settembre 11, 2025

