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Verona, completata la messa in sicurezza del sacello paleocristiano dei Santi Nazaro e Celso

Verona (giovedì, 27 novembre 2025) — È stato completato a Verona l’intervento di consolidamento e messa in sicurezza sismica del sacello dei Santi Nazaro e Celso, rara testimonianza di architettura sacra rupestre paleocristiana in Veneto. Il sito si trova in via Rismondo 10, nel quartiere di Veronetta, accanto all’Istituto IPSIA Giorgi. I lavori, finanziati grazie ai fondi europei del PNRR – NextGenerationEU, sono stati presentati questa mattina durante un sopralluogo alla presenza dei tecnici comunali, della Soprintendenza e della vicesindaca con delega ai Beni culturali. L’intervento restituisce stabilità al monumento e apre la strada a una futura fruizione pubblica più ampia.

di Matilde Molina

La messa in sicurezza del sacello è stata realizzata dal Comune di Verona grazie a un investimento di 500mila euro previsto dal PNRR – M1C3 – Investimento 2.4 dedicato alla sicurezza sismica dei luoghi di culto e al restauro del patrimonio culturale. Il direttore dei lavori, architetto Massimo Donisi, insieme alla responsabile del procedimento Viviana Tagetto, ha illustrato le opere effettuate nel rispetto dei vincoli storici e geologici del complesso ipogeo.

«Si tratta di un tassello prezioso del patrimonio storico-culturale cittadino – ha evidenziato la vicesindaca Barbara Bissoli –. L’intervento rientra in un più ampio percorso di rigenerazione urbana di Veronetta e consentirà di ampliare l’offerta culturale e turistica con visite dedicate». L’Amministrazione intende infatti rendere il sito accessibile tramite un percorso di visita che colleghi l’area con la vicina Scala XVI Ottobre verso l’Alto San Nazaro.

Il sacello, risalente al VI-VII secolo d.C., è l’unica testimonianza veneta di architettura sacra rupestre paleocristiana. In passato subì demolizioni parziali nel XV secolo, come attestato dagli studiosi Ludovico Moscardo e Scipione Maffei. Al suo interno erano presenti due cicli di affreschi, databili al X e XII secolo, oggi conservati al Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”.

La priorità dell’intervento è stata garantire la piena stabilità strutturale del sito ipogeo, rendendolo sicuro per futuri visitatori e assicurandone la conservazione nel tempo.

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Last modified: Novembre 27, 2025
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