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Sicurezza sul lavoro in Veneto: +70% di morti nei primi sette mesi del 2025

Verona (venerdì, 05 settembre 2025) — La sicurezza sul lavoro in Veneto torna al centro dell’allarme sociale. Secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, nei primi sette mesi del 2025 si contano 63 decessi legati ad infortuni, un aumento del 70,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che colloca la regione al secondo posto in Italia per numero di vittime totali, subito dopo la Lombardia, e al terzo per decessi in occasione di lavoro. A preoccupare è soprattutto il raddoppio delle morti sul luogo di lavoro, passate da 23 a 43.

di Matilde Molina

Il monitoraggio dell’Osservatorio classifica il Veneto in zona arancione, area che indica un’incidenza di mortalità superiore alla media nazionale. Con 19,3 decessi ogni milione di occupati, la regione supera la media italiana pari a 18,3. Le province più a rischio sono Rovigo (30,1) e Vicenza (23,1), in zona rossa, seguite da Verona (20,7) e Venezia (19,0) in arancione. Padova (18,0) e Treviso (14,9) si collocano in zona gialla, mentre solo Belluno (11,1) rientra nella fascia bianca, quella con incidenza più bassa.

Verona guida la triste classifica con 16 decessi, seguita da Padova (12), Vicenza e Venezia (11), Treviso (9), Rovigo (3) e Belluno (1). La provincia scaligera detiene anche il primato per denunce di infortunio totali: 8.457, davanti a Padova (8.382) e Vicenza (7.910). Complessivamente, da gennaio a luglio le denunce in Veneto sono state 42.431, in crescita rispetto alle 41.921 dello scorso anno.

Il settore manifatturiero si conferma quello più esposto, con 7.699 denunce in occasione di lavoro, seguito da costruzioni (2.651), commercio (2.339), trasporti e magazzinaggio (2.074) e sanità (1.942). Gli uomini rappresentano la maggioranza delle vittime (25 decessi stranieri su 63 totali), mentre le donne hanno registrato 14.256 denunce di infortunio, con quattro casi mortali.

L’appello del presidente Mauro Rossato è chiaro: “Solo una formazione efficace e maggiori investimenti per la tutela dei lavoratori possono invertire davvero la rotta”.

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Last modified: Settembre 5, 2025
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