Scritto da 7:17 pm Verona, Attualità, Cronaca

Quando la casa diventa una frontiera

Verona (mercoledì, 7 gennaio 2026) — A San Martino Buon Albergo la parola casa ha smesso da tempo di essere un sostantivo tranquillo. Negli ultimi mesi il numero di famiglie esposte allo sfratto è cresciuto, seguendo una traiettoria che non riguarda solo questo comune dell’Est veronese, ma che qui si è fatta più visibile, più urgente, più difficile da ignorare.

di Valeria Russo

Di fronte a questa pressione silenziosa, l’amministrazione comunale ha scelto di non limitarsi a tamponare. Ha deciso invece di rafforzare un lavoro già in corso, fatto di orientamento, accompagnamento, presenza costante accanto a chi cerca una soluzione abitativa e si scontra con un mercato sempre più selettivo. È in questo contesto che prende forma il progetto Emergenza Casa, finanziato e attivato da ISAC, l’Istituzione Servizi al Cittadino, come risposta strutturata a una fragilità che non è più episodica.

Il progetto nasce dall’idea che l’emergenza abitativa non si risolve con un singolo intervento, ma con una rete di azioni coordinate. C’è il sostegno alle famiglie, certo, ma c’è anche il tentativo di coinvolgere i proprietari privati, spesso diffidenti, talvolta spaventati. ISAC interviene anticipando contributi economici, offrendo tutele assicurative contro eventuali morosità e rafforzando un protocollo che punta ad aumentare il numero di alloggi disponibili per situazioni sociali certificate. Una sorta di patto implicito, in cui ciascuno è chiamato a fare la propria parte.

Al centro di questo meccanismo ci sono i Servizi Sociali, che lavorano come un sismografo del disagio quotidiano. Valutano le situazioni, certificano i casi, cercano di dare un ordine a un insieme di bisogni che non si presentano mai in modo semplice. Non si tratta solo di famiglie con minori, ma anche di persone con disabilità, anziani, nuclei fragili che richiedono risposte calibrate, non soluzioni standard. Il progetto, ampliato e aggiornato nel 2025, nasce proprio per intercettare questa complessità crescente.

ISAC, dal canto suo, ha scelto di rendere il modello più solido e replicabile. Oltre al contributo iniziale per facilitare l’accesso all’alloggio, entrano in gioco strumenti pensati per rassicurare i proprietari: una polizza assicurativa contro le morosità e una riduzione significativa dell’IMU per gli appartamenti sfitti che vengono messi a disposizione. Incentivi concreti, che provano a trasformare una disponibilità potenziale in una possibilità reale.

Emergenza Casa non è dunque un progetto che promette miracoli. È piuttosto un tentativo serio di dare continuità alle politiche abitative, di evitare che ogni crisi venga affrontata come se fosse la prima. Una strategia che mette insieme istituzioni, servizi sociali e privati, cercando di ricucire uno strappo che attraversa il territorio e che riguarda tutti, anche chi pensa di esserne al riparo.

Perché la casa, quando manca o vacilla, smette di essere un fatto privato. Diventa una questione collettiva. E chiede risposte che abbiano il coraggio di durare nel tempo.

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Last modified: Gennaio 7, 2026
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