Venezia (martedì, 30 settembre 2025) — Nel 2023 i centri antiviolenza del Veneto hanno ricevuto 7.100 richieste di aiuto, con un incremento del 18,9% rispetto all’anno precedente. Numeri che confermano la gravità della violenza di genere e la necessità di interventi strutturali. A partire da questi dati, i candidati regionali del Partito Democratico, Alessio Albertini e Sara Gini, hanno presentato un pacchetto di proposte che mette al centro due priorità: investimenti economici e prevenzione culturale.
di Matilde Molina
Albertini ha sottolineato come il contrasto alla violenza debba partire da un cambiamento educativo profondo. «Tutto nasce dai modelli culturali – ha spiegato –. Uomini cresciuti nella convinzione della superiorità maschile sono più inclini a diventare partner abusanti». Per questo, il candidato chiede di attuare subito le Linee Guida Nazionali del 2017 e la Convenzione di Istanbul, introducendo percorsi di educazione all’affettività già dalla scuola dell’infanzia.
Secondo Albertini, questi progetti dovrebbero essere monitorati in scuole-pilota e integrati con lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, così da insegnare ai più giovani a gestire emozioni e frustrazioni senza ricorrere alla violenza.
Sara Gini, avvocata ed ex presidente di un centro antiviolenza a Verona, ha posto l’accento sul potenziamento dei servizi di sostegno. Attualmente in Veneto sono attivi 25 sportelli territoriali, 41 case rifugio e 25 centri antiviolenza, numeri lontani dagli standard europei.
Tra le sue proposte figurano:
- l’ampliamento dei posti disponibili e la riduzione dei tempi di attesa;
- formazione obbligatoria per operatori sanitari, insegnanti, forze dell’ordine e magistrati;
- inserimento di moduli sulla violenza di genere nei corsi universitari;
- campagne di sensibilizzazione diffuse;
- poteri ispettivi rafforzati all’Osservatorio regionale;
- sostegni economici alle vittime, con voucher per l’autonomia e borse di studio per gli orfani.
Oltre all’impatto umano, la violenza di genere comporta conseguenze economiche rilevanti. Secondo Eige 2021, in Italia il costo complessivo è stimato in 38,8 miliardi di euro, tra spese sanitarie, perdita di produttività, spese legali e assistenza sociale. In Veneto il peso economico ammonta a circa 1 miliardo di euro.
«Un prezzo altissimo che grava su tutta la comunità – hanno concluso Albertini e Gini – e che rende urgente un piano di prevenzione e sostegno strutturale».
Last modified: Settembre 30, 2025

