Verona (venerdì, 12 settembre 2025) — L’Italia affronta una grave crisi del personale infermieristico, con oltre 70mila professionisti mancanti secondo la Cisl Funzione Pubblica di Verona. La carenza riguarda ospedali, Rsa, Ipab, fondazioni, sanità privata e le nuove case di comunità, e rappresenta l’emergenza numero uno per il servizio sanitario nazionale.
di Matilde Molina
Il fenomeno rischia di compromettere il funzionamento delle strutture e lo sviluppo dei servizi sanitari e sociali sul territorio. L’allarme è stato lanciato dal sindacato durante un’analisi sulle iscrizioni universitarie e sul turnover del personale.
Il numero di domande per i corsi di laurea in infermieristica è in calo, con 19.298 richieste contro 20.699 posti disponibili. Nei 41 atenei pubblici italiani si registra una diminuzione dell’11% rispetto all’anno scorso, con punte negative in città come Roma e rapporti domande/posti inferiori a 0,7 in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. A Padova gli iscritti sono 744 su 1.150 posti, a Verona 503 su 830. Secondo Giovanni Zanini, segretario generale Cisl Fp Verona, «solo 15 anni fa si registravano oltre 45mila domande, oggi non si raggiunge nemmeno il pareggio».
Il completamento dei corsi rimane basso: solo il 70% degli studenti consegue la laurea triennale. Nel 2023 si sono laureati 11.404 infermieri, mentre nel 2027 le stime indicano circa 14mila nuove unità, insufficienti a compensare un turnover annuale di circa 25mila pensionamenti. Zanini sottolinea che «non resta che guardare all’estero per tentare una mediazione».
Tra le cause principali figurano retribuzioni inadeguate, mancanza di prospettive di carriera, carichi di lavoro elevati, difficoltà nella conciliazione vita-lavoro e scarso riconoscimento sociale. Il sindacato chiede interventi strutturali urgenti e l’apertura di un tavolo nazionale e regionale per rilanciare la professione, rendendola più attrattiva per i giovani e valorizzando il ruolo degli infermieri.
Last modified: Settembre 12, 2025

