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Cresce l’attività della Rete Dafne Verona nel primo semestre 2025

Verona (lunedì, 21 luglio 2025) — Nel primo semestre del 2025, il Comune di Verona ha confermato il proprio impegno nella tutela delle vittime di reato attraverso l’attività della Rete Dafne Verona, una realtà che offre supporto psicologico, giuridico e informativo, gratuito e riservato. Il bilancio, reso noto in questi giorni, evidenzia una crescita significativa della domanda, con 25 nuovi casi presi in carico.

di Chiara De Santis

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2025, la Rete Dafne Verona ha seguito 25 nuove vittime dirette di reato: 20 donne e 5 uomini, di cui 17 italiani e 8 stranieri provenienti da Paesi come Brasile, Moldavia, Ucraina, Perù, Marocco e Sri Lanka. L’attività si è svolta principalmente nella sede della Cittadella della Legalità, ma anche tramite sportelli leggeri attivati nei Comuni di San Martino Buon Albergo e Cerea.

L’assessora alla Sicurezza, Stefania Zivelonghi, ha ribadito la volontà dell’Amministrazione di sostenere il lavoro della rete non solo attraverso il tavolo di Giustizia Riparativa, ma anche con iniziative pubbliche e il supporto logistico alle attività di ascolto.

Il report segnala un aumento della domanda di sostegno psicologico, con 82 colloqui svolti nei primi sei mesi. Tra i servizi offerti, spiccano:

  • 16 richieste di informazioni legali (soprattutto in ambito penale)
  • 14 invii al servizio di supporto psicologico

Le fasce d’età più rappresentate sono gli over 60 (8 casi) e i cittadini tra i 50 e i 60 anni (7 casi), a conferma di una crescente consapevolezza anche tra le generazioni più adulte.

I reati segnalati includono:

  • 17 casi contro la persona (minacce, lesioni, violenza sessuale)
  • 7 reati contro il patrimonio (in particolare truffe)
  • 6 casi di reati familiari

In tre situazioni, pur non essendo presenti reati giuridicamente configurabili, è stato garantito comunque un percorso di ascolto e orientamento.

Le vittime si sono rivolte alla Rete Dafne grazie a diversi canali:

  • 10 casi segnalati da strutture sociosanitarie (AOUI, servizi sociali)
  • 8 casi giunti tramite il materiale informativo
  • 5 tramite passaparola
  • 2 segnalati dalle Forze dell’Ordine
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Last modified: Luglio 21, 2025
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