Castel d’Azzano (mercoledì, 15 ottobre 2025) — Tragedia nella notte tra lunedì e martedì a Castel d’Azzano, nel Veronese, dove un’esplosione in un casolare ha provocato la morte di tre carabinieri intervenuti per un sopralluogo. Le indagini hanno portato all’arresto di tre fratelli, Dino, Maria Luisa e Franco Ramponi, rispettivamente di 63, 59 e 65 anni, ritenuti responsabili della deflagrazione. Secondo quanto emerso, l’esplosione sarebbe stata causata volontariamente, saturando l’ambiente di gas prima dell’innesco.
di Matilde Molina
I fratelli Ramponi, feriti nell’esplosione, sono stati fermati dai carabinieri poche ore dopo la tragedia. Il terzo, Franco, avrebbe tentato di fuggire ma è stato rintracciato nella mattinata di martedì in una zona di campagna di sua proprietà. Durante la conferenza stampa al comando generale dei carabinieri, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato l’arresto di tutti e tre i sospettati: «Le persone che si sono rese colpevoli di questa tragedia sono state arrestate. È stato rintracciato anche il terzo, nella campagna di sua proprietà».
Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe saturato l’abitazione con il gas prima di accendere un innesco. All’interno del casolare sarebbero state trovate anche delle bottiglie incendiarie, ma non è ancora chiaro se siano state effettivamente utilizzate.
Il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, ha parlato di «omicidio premeditato e volontario», precisando che gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di strage. Durante il sopralluogo, sono state rinvenute sei bombole di gas, mentre le immagini delle bodycam dei carabinieri potranno fornire ulteriori dettagli sulla dinamica. «L’ambiente era stato saturato e, aprendo, i militari hanno sentito il rumore di un fischio», ha spiegato Tito.
L’esplosione, di forte intensità, ha distrutto gran parte del casolare, lasciando una scia di devastazione e dolore per la perdita di tre servitori dello Stato.
Last modified: Ottobre 15, 2025

