Peschiera del Garda (domenica, 24 agosto 2025) — Proseguono le indagini sulla morte di Ghansham Singh, il bracciante indiano di 47 anni il cui corpo è stato ripescato giovedì mattina nelle acque del lago di Garda. La Procura di Verona ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso e ha iscritto nel registro degli indagati l’amico che si trovava con lui al momento della tragedia, con l’accusa di omissione di soccorso.
di Roberto Meloni
Secondo le prime ricostruzioni, Singh e l’amico avevano noleggiato un pedalò a Peschiera del Garda. Sarebbero finiti in acqua a seguito di un presunto incidente con un’altra barca, circostanza però che al momento non trova riscontri. Un video, acquisito dagli investigatori, riprenderebbe gli ultimi istanti di vita dell’uomo e sembrerebbe confermare almeno in parte la versione fornita dal testimone.
Il corpo del 47enne è stato recuperato in prossimità dell’imbocco del fiume Mincio, nella zona di lungadige Garibaldi. Sul cadavere è stata riscontrata una ferita alla testa, dalla quale l’uomo perdeva sangue: proprio questo elemento ha convinto la Procura a disporre l’esame autoptico, che dovrà stabilire se la lesione sia compatibile con l’ipotesi dell’impatto.
A complicare la vicenda, il fatto che Singh non sapesse nuotare. Secondo gli inquirenti, l’amico non avrebbe fatto nulla per aiutarlo a riemergere, aggravando così la sua posizione. Inoltre, solo giovedì, dopo il ritrovamento del corpo, l’uomo ha formalizzato la denuncia di scomparsa ai carabinieri di Sommacampagna, permettendo l’identificazione della vittima.
Non è escluso che entrambi potessero trovarsi sotto l’effetto dell’alcol al momento dell’incidente. L’autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni, dovrà fornire risposte decisive per ricostruire la dinamica della tragedia e accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, le indagini proseguono per fare piena luce su una vicenda dai contorni ancora incerti.
Last modified: Agosto 25, 2025

