Verona (mercoledì, 23 luglio 2025) — Verona torna a chiedere con forza l’istituzione di una sede della Corte d’Appello e della Direzione Distrettuale Antimafia sul territorio provinciale. L’appello è stato rilanciato dall’assessora alla Sicurezza e Legalità, Stefania Zivelonghi, in seguito all’annuncio dell’apertura del Tribunale della Pedemontana.
di Chiara De Santis
L’assessora Zivelonghi ha accolto con favore le notizie giunte dalla stampa, definendole una possibile risposta concreta alle richieste avanzate da tempo da tutti i sindaci della provincia. La creazione di una sede della Corte d’Appello a Verona – ha sottolineato – porterebbe anche all’attivazione di una sede della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), necessaria per contrastare in modo più efficace le infiltrazioni mafiose nell’economia locale.
Già nell’aprile 2024, 98 sindaci veronesi hanno sottoscritto un appello, in collaborazione con Avviso Pubblico, per il distacco di un magistrato della DDA a Verona e la creazione di una sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia (DIA).
La richiesta è stata sostenuta in sede istituzionale sia a Roma che a Verona, anche in occasione di incontri con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. A più riprese, il sindaco Damiano Tommasi, la giunta e le autorità provinciali hanno ribadito l’urgenza di un monitoraggio stabile su un territorio esposto a rischi per la sua forte attrattività economica e infrastrutturale.
Nel corso della Commissione consiliare 5°, il vicequestore Cosimo Mancini, dirigente della DIA di Padova, ha illustrato i dati contenuti nella Relazione semestrale della DIA al Parlamento, confermando la vulnerabilità dell’economia veronese alle infiltrazioni mafiose.
Last modified: Luglio 23, 2025

