Verona (mercoledì, 30 luglio 2025) — In occasione della “Giornata delle carceri aperte”, l’assessora alla Sicurezza e alla Legalità del Comune di Verona, Stefania Zivelonghi, ha rinnovato l’appello alla politica nazionale affinché affronti con urgenza il tema del sovraffollamento carcerario. A Verona, la casa circondariale registra oltre 630 detenuti a fronte di 330 posti disponibili. L’assessora ha espresso inoltre piena solidarietà al Garante locale Don Carlo Vinco, impegnato da anni nella tutela dei diritti dei detenuti.
di Chiara De Santis
Il messaggio dell’assessora Zivelonghi si inserisce nel contesto della mobilitazione promossa dalla Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà, che denuncia le condizioni drammatiche in cui versano molte strutture detentive. La situazione a Verona è particolarmente preoccupante: la casa circondariale ospita quasi il doppio dei detenuti rispetto alla capienza regolamentare, generando forti criticità per la vivibilità e la sicurezza, sia per chi sconta una pena, sia per il personale penitenziario.
Zivelonghi ha ricordato l’impegno del Comune tramite il Tavolo Carcere, un organismo di confronto attivo con la direzione del carcere e le realtà sociali del territorio, volto a migliorare le condizioni di vita dei detenuti e promuovere percorsi di reinserimento.
“Non si tratta di ideologia, ma di civiltà”, ha sottolineato l’assessora, richiamando le parole del Presidente della Repubblica e la celebre citazione attribuita a Voltaire: “La civiltà di un Paese si misura dalle sue carceri”. Il messaggio è chiaro: servono interventi strutturali e riforme concrete per garantire i diritti fondamentali e superare una situazione ormai emergenziale.
Last modified: Luglio 30, 2025

