Verona (martedì, 26 agosto 2025) — Una denuncia choc scuote la città scaligera. Un ragazzino di 13 anni sarebbe stato vittima di un pestaggio brutale da parte di un gruppo di coetanei, che lo avrebbero non solo picchiato con una chiave inglese, ma anche costretto a subire umiliazioni gravissime. A raccontare la vicenda è stata la madre del giovane, che ha deciso di rendere pubblica la storia attraverso i social e di presentare formale denuncia alle forze dell’ordine.
di Roberto Meloni
L’episodio risalirebbe all’11 luglio scorso, nei pressi della parrocchia di Porto San Pancrazio, nel quartiere di Borgo Venezia. Secondo quanto riferito dalla donna, il figlio sarebbe stato circondato da sette adolescenti, picchiato con pugni e calci e colpito con una chiave inglese. Come se non bastasse, i bulli lo avrebbero minacciato di morte, costringendolo a inginocchiarsi e a baciare i loro piedi, in una scena di estrema violenza e sopraffazione.
La madre spiega che l’aggressione sarebbe maturata come una sorta di “vendetta” per una lite avvenuta il giorno precedente in un parco, quando il 13enne aveva reagito a un pugno riuscendo poi a fuggire. Il ragazzo, fragile anche per una forma di depressione diagnosticata in passato, avrebbe nascosto l’accaduto per giorni, fino a quando un’altra genitrice non ha informato la donna di quanto realmente successo.
Non era la prima volta: già un mese prima il giovane era rientrato a casa con segni sul volto, raccontando di essere caduto da un albero. Una versione che oggi appare poco credibile alla luce delle nuove rivelazioni.
La madre chiede giustizia e lancia un appello pubblico: “Chiunque abbia visto o sentito qualcosa si faccia avanti. Mio figlio non deve restare solo e i responsabili devono rispondere delle loro azioni”. Le indagini delle forze dell’ordine, intanto, sono già state avviate per ricostruire con precisione la dinamica e accertare le responsabilità di un episodio che scuote profondamente la comunità veronese.
Last modified: Agosto 26, 2025

