Verona (martedì, 10 febbraio 2026) — Un’idea torna a farsi strada, con passo meno retorico e più concreto: il Veneto come luogo dove si resta non per inerzia, ma per scelta. Dove il lavoro non è una valigia da preparare in fretta, ma una strada che comincia vicino. È dentro questa visione che si colloca il nuovo bando regionale da tre milioni di euro dedicato al consolidamento delle start-up innovative, approvato dalla Giunta e pensato per trasformare talento e competenze in possibilità reali.
di Valeria Russo
L’annuncio arriva dal presidente della Regione, Alberto Stefani, che rivendica una linea politica esplicita: non inseguire i giovani quando se ne sono già andati, ma costruire le condizioni perché restino. Il meccanismo scelto è semplice e insieme impegnativo. Premiare chi assume ricercatori, personale altamente qualificato, chi apre le porte a neolaureati e studenti universitari in tirocinio. Non un bonus ornamentale, ma una scommessa sul capitale umano formato nelle università venete. Il messaggio è chiaro: se cresci qui, puoi farlo senza dover partire.
Il provvedimento si inserisce nel quadro del PR Veneto FESR 2021–2027 e guarda a start-up già costituite, micro e piccole imprese ad alta intensità di conoscenza che hanno superato la fase dell’idea e ora devono misurarsi con il mercato. È il tratto più delicato del percorso, quello in cui l’entusiasmo deve diventare struttura, e la visione imparare a camminare sulle proprie gambe. Il bando sostiene proprio questo passaggio, accompagnando le imprese dall’early stage all’early growth, con l’obiettivo di rafforzare ricerca e innovazione, aumentare la competitività del sistema produttivo e generare occupazione qualificata.
La regia tecnica è affidata all’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, che insiste su un punto spesso trascurato: le risorse pubbliche funzionano solo se selezionano. Per questo il sistema di valutazione è costruito su criteri rigorosi, capaci di distinguere tra buone intenzioni e progetti con reale potenziale industriale. Non a caso, il precedente bando del 2023 ha sostenuto 54 start-up per oltre sei milioni di euro, confermando che l’innovazione non è una moda, ma una leva strutturale di sviluppo.
La valutazione tecnica terrà conto della coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente del Veneto, che attraversa settori chiave come Smart Agrifood, Smart Manufacturing, Smart Health, Cultura e Creatività, Smart Living e Destinazione Intelligente. Ma peseranno anche la capacità di generare impatto sul mercato, l’occupazione qualificata e la collaborazione con organismi di ricerca. Un segnale ulteriore arriva dall’incentivo riservato a chi riesce ad attrarre investitori esterni: l’intensità del contributo può salire dal 50 al 60 per cento se l’investimento privato copre almeno un quinto delle spese di progetto. Una forma di fiducia reciproca tra pubblico e mercato.
Il bando mette a disposizione tre milioni di euro a fondo perduto, con gestione amministrativa affidata ad Avepa. Le domande potranno essere presentate dal 12 marzo al 21 maggio 2026, esclusivamente online tramite il portale regionale Fondi.RVE.
In controluce, resta un’idea politica che prova a diventare pratica quotidiana: trattenere i talenti non come atto difensivo, ma come scelta di crescita. Perché un territorio non si misura solo da quanti partono, ma da quanti possono permettersi di restare senza sentirsi fermi.
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Last modified: Febbraio 10, 2026

