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Innovazione agricola: fertilizzanti sostenibili dai rifiuti grazie al progetto Dimitra

Verona (sabato, 26 luglio 2025) — A Verona si sperimenta una nuova frontiera per l’agricoltura sostenibile. Il progetto europeo Dimitra, coordinato dal Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, punta a trasformare i rifiuti agricoli in fertilizzanti ecologici. La sperimentazione italiana è attiva a Isola della Scala, presso la Società Agricola Consortile La Torre, dove è stato installato un impianto pilota all’avanguardia.

di Chiara De Santis

L’impianto sperimentale, chiamato Demo 2, è stato progettato dall’ateneo veronese e realizzato da Nuove Energie. Si tratta di un sistema modulare e compatto, collegato a un impianto industriale in grado di trattare fino a 20 tonnellate di digestato al giorno. Il digestato è il residuo organico prodotto dalla digestione anaerobica degli scarti agroalimentari, che se mal gestito può causare inquinamento, emissioni di gas serra e cattivi odori.

Attraverso tecnologie avanzate di separazione, filtrazione e osmosi inversa, il progetto Dimitra consente il recupero di nutrienti fondamentali come azoto, fosforo, potassio e ammonio, trasformandoli in bio-fertilizzanti riutilizzabili in agricoltura, in particolare per la coltivazione del mais.

La sperimentazione non riguarda solo l’Italia: un secondo impianto è attivo anche in Grecia, per testare l’efficacia delle stesse soluzioni su scala europea. Nei prossimi mesi, Demo 2 potrà abbattere le emissioni di CO₂, migliorare la qualità dell’aria e restituire valore agli scarti, promuovendo una filiera agricola circolare e sostenibile.

L’iniziativa coinvolge anche i professori Federico Battista, David Bolzonella, Nicola Frison e il dottore di ricerca Fabio Rizzioli, impegnati in prima linea nella ricerca e nello sviluppo del progetto.

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Last modified: Luglio 26, 2025
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