Verona — Il nuovo report di Studio Impresa – Management DiVino, realizzato in partnership con Il Corriere Vinicolo e presentato il 14 novembre 2025 all’Università di Verona, fotografa un comparto vinicolo italiano in lieve crescita ma attraversato da forti differenze strutturali. L’analisi dei bilanci 2022–2024 mostra infatti un settore capace di adattarsi a un contesto economico complesso, ma diviso tra grandi aziende che consolidano la propria forza e realtà più piccole che faticano a mantenere redditività e quote di mercato. La ricerca, basata su 877 imprese con ricavi superiori al milione di euro, mette in evidenza come la dimensione sia un fattore decisivo nella reattività alle sfide attuali.
di Matilde Molina
Nel 2024 i ricavi complessivi del settore vinicolo segnano un incremento del 2% rispetto all’anno precedente, pari allo 0,7% depurato dall’inflazione. Anche la redditività migliora, con un Ebitda medio del 10,5% e un aumento del 7,4%. Nonostante questo, quasi metà delle aziende analizzate (415 su 877) registra un calo di redditività, confermando una polarizzazione sempre più evidente.
Le imprese con ricavi superiori ai 50 milioni di euro ottengono le performance migliori, con una crescita dell’8,4% sui volumi nel triennio 2022–2024 e oltre metà dei 13,4 miliardi totali generati dal campione. Seguono le aziende da 20 a 50 milioni (+4,5%), mentre risultano in forte contrazione quelle tra 10 e 20 milioni (-9,9%). Le realtà sotto i 10 milioni, pur rappresentando il 71% del totale, producono solo il 17% dei ricavi dell’intero comparto e registrano le perdite più significative sui margini.
Per il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, il settore necessita di una riforma strutturale che favorisca competitività e dimensioni più robuste. Le imprese italiane, con una superficie media di 2,3 ettari contro i 10,5 della Francia, devono puntare su efficienza, managerialità e forme di aggregazione capaci di generare economie di scala. Una visione condivisa da Luca Castagnetti, direttore del centro studi Management DiVino, che invita a trasformare le criticità di mercato in strumenti di riorientamento strategico.
Il Veneto si conferma la prima regione italiana per volumi di ricavi (+4,35% sul 2023), ma scivola al tredicesimo posto per redditività. Toscana, Lombardia e Piemonte guidano invece la generazione di valore grazie a distretti di eccellenza come Franciacorta e Bolgheri, che presentano Ebitda fra i più elevati del Paese.
Last modified: Novembre 14, 2025

