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Il cantiere che insegna a stare al mondo

Verona (domenica, 18 gennaio 2026) — C’è un modo diverso di entrare a scuola. Non passando dal portone con lo zaino in spalla, ma da un muro da risanare, da una palestra da rimettere in sesto, da uno spazio che chiede mani competenti e attenzione. Al Liceo scientifico Fracastoro di Verona sta succedendo proprio questo: un cantiere che smette di essere solo lavoro e diventa lezione, esperienza, educazione civile.

di Valeria Russo

Il progetto si chiama Impresa Civica Edile e ha un’idea semplice e ambiziosa insieme: far incontrare formazione, lavoro reale e responsabilità verso i luoghi che abitiamo. Gli studenti di Formedil Verona, la Scuola Edile, lavorano dentro una scuola vera, frequentata ogni giorno da centinaia di ragazzi. Niente simulazioni, niente esercizi finti. Qui si interviene sul serio, su muri che si vedono, pavimenti che si calpestano, spazi che torneranno a essere usati.

I primi a entrare in azione sono stati gli allievi del secondo anno, a gennaio. Toccherà poi, tra fine marzo e inizio aprile del prossimo anno, ai ragazzi del terzo. In tutto sono ventinove, seguiti passo dopo passo dal docente Armando Di Dio. Studenti che imparano un mestiere facendo esattamente quello che faranno domani fuori dalla scuola: rispettare tempi, risolvere problemi concreti, assumersi la responsabilità di un risultato che resta.

Il lavoro è tutt’altro che simbolico. All’esterno si sistema il muro dell’istituto, si eliminano tracce del passato e si ricompone ciò che il tempo ha scavato. All’interno si entra in palestra, si tolgono materiali usurati, si risanano superfici compromesse, si restituisce dignità a uno spazio collettivo. È edilizia, certo, ma è anche un esercizio di precisione, cura, rispetto.

Il senso profondo dell’iniziativa sta tutto qui. Imparare che un edificio pubblico non è di nessuno, quindi di tutti. Che lavorare bene significa lasciare un luogo migliore di come lo si è trovato. Giovanni Zampieri, direttore di Formedil Verona, insiste proprio su questo punto: l’apprendimento pratico come strumento per trasmettere impegno, responsabilità, attenzione al bene comune. Non solo competenze tecniche, ma un’idea di cittadinanza che passa dalle mani.

Anche la Provincia di Verona guarda al progetto come a un messaggio potente, soprattutto dentro una scuola. Lavorare in un edificio scolastico significa rendere visibile il legame tra chi lo usa e chi lo cura. Far crescere la consapevolezza che quel luogo appartiene anche a chi lo attraversa ogni giorno, e che danneggiarlo equivale a danneggiare se stessi. Un antidoto concreto all’indifferenza, più efficace di molte prediche.

Il Liceo Fracastoro accoglie il cantiere come si accoglie una buona alleanza. Il dirigente scolastico Massimiliano Raspa parla di una collaborazione capace di tenere insieme mondi diversi, ma complementari. Qui non si migliora solo un muro o una palestra. Si insegna, senza proclami, che il bene comune esiste davvero. Ed è fatto di spazi, lavoro, responsabilità condivisa.

Alla fine, quando il cantiere chiuderà, resteranno superfici nuove e ambienti più curati. Ma resterà soprattutto un’idea semplice e rara: che si può imparare a costruire, costruendo anche un po’ di senso civico. E che la scuola, a volte, insegna meglio quando toglie i banchi e lascia spazio alle mani.

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Last modified: Gennaio 18, 2026
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