Scritto da 8:01 pm Verona, Attualità, Cultura

Gli Scavi Scaligeri tornano alla città

Verona (giovedì, 29 gennaio 2026) — Per anni sono rimasti lì, sotto il passo frettoloso della città, presenti ma non del tutto praticabili, come certi luoghi che Verona conosce bene ma frequenta poco. Gli Scavi Scaligeri, uno dei cuori archeologici più delicati e affascinanti della città, tornano ora a essere pienamente accessibili, pronti ad accogliere mostre e visitatori dopo un lungo intervento di recupero e messa in sicurezza.

di Valeria Russo

Il Comune di Verona ha concluso i lavori sui percorsi di accesso ed esodo e sull’adeguamento funzionale e impiantistico dello spazio espositivo e dell’area archeologica, di proprietà statale. Un’operazione complessa, inserita in un progetto organico che ha affrontato criticità strutturali, impiantistiche e di accessibilità rimaste irrisolte per anni. L’obiettivo non era semplicemente riaprire, ma restituire alla città un luogo finalmente affidabile, leggibile, integrato nel sistema museale urbano.

Il lavoro è stato pensato per fasi, come si fa quando si ha a che fare con la stratificazione del tempo. La prima, avviata nel novembre 2023 e conclusa nell’autunno 2025, ha riguardato l’ossatura del sito: nuovi percorsi, nuovi impianti, nuove condizioni di sicurezza. Gli Scavi sono stati resi autonomi rispetto al Palazzo del Capitanio, con un ingresso dal cortile del Palazzo della Ragione e un’uscita di sicurezza verso piazza Dante. Una scelta che non è solo tecnica, ma simbolica: il sito ritrova una sua identità e una sua autonomia.

Sono stati sostituiti impianti obsoleti, installata una nuova illuminazione museale, garantita l’autonomia energetica e migliorato il microclima necessario alla conservazione dei reperti. Un lavoro silenzioso, fatto di dettagli, che difficilmente si nota ma che regge l’intera esperienza di visita.

Grande attenzione è stata dedicata all’accessibilità. Un ascensore e nuove passerelle consentono oggi di superare gran parte dei dislivelli senza alterare la lettura archeologica del sito. Sono stati affrontati problemi storici di umidità e infiltrazioni, riorganizzati gli spazi di accoglienza, la biglietteria, le aree didattiche. Il costo di questa prima fase supera i due milioni di euro e racconta due anni di lavoro intenso, guidato dalla Soprintendenza e dalla Direzione edilizia monumentale del Comune, con il contributo di imprese e professionisti specializzati.

La seconda fase, avviata tra settembre e dicembre 2025, entra invece nel merito della materia archeologica. Restauro e manutenzione conservativa seguono il principio del minimo intervento: puliture, consolidamenti, ricomposizioni, manutenzione di mosaici e superfici decorate. Si interviene dove il tempo e l’acqua hanno lasciato segni più profondi, comprese le aree danneggiate da vecchie infiltrazioni provenienti dagli spazi soprastanti.

Il percorso visitabile sarà completato entro febbraio 2026, mentre i lavori nelle aree non accessibili al pubblico proseguiranno fino a maggio. L’investimento per questa fase è di circa 450 mila euro.

Alla fine, ciò che riemerge non è solo un sito restaurato, ma un’idea di città che decide di prendersi cura dei propri strati più fragili. Gli Scavi Scaligeri tornano a respirare, e con loro Verona recupera un pezzo profondo del proprio tempo.

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Last modified: Gennaio 29, 2026
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