Verona (domenica, 25 gennaio 2026) — Non sono bastati quaranta minuti di battaglia e un’intensità difensiva a tratti asfissiante alla Tezenis Verona per arginare la risalita della UEB Gesteco Cividale. Il tabellone del Pala AGSM AIM sancisce un amaro 74-80 dopo un tempo supplementare, al termine di una gara che ha visto gli scaligeri condurre per larghi tratti prima di spegnersi nelle battute finali. Per la squadra di coach Ramagli si tratta di un arresto che pesa sulla classifica e sul morale, evidenziando una preoccupante sterilità offensiva nei momenti decisivi.
Di Mirko Aglianò
La cronaca del match racconta di una Tezenis capace di imporre un pace controllato nel primo tempo, chiudendo l’area con raddoppi sistematici sul post basso. Tuttavia, le statistiche evidenziano il tallone d’Achille odierno: un deficitario 24% dall’arco e una gestione dei possessi che è naufragata contro la zona proposta dai friulani. Cividale, trascinata da una circolazione di palla fluida e da un’efficace esecuzione dei pick and roll centrali, ha ricucito lo strappo nell’ultimo quarto, approfittando della stanchezza dei titolari veronesi e di un rating offensivo scaligero crollato verticalmente nel supplementare.
In ottica playoff, la prestazione odierna obbliga a una riflessione profonda. Sebbene la difesa rimanga tra le prime cinque del girone per punti concessi, la mancanza di un go-to-guy capace di risolvere le situazioni di isolamento nel finale sta diventando un limite strutturale. Con la seconda metà del campionato che entra nel vivo, Verona dovrà necessariamente alzare le percentuali nei tiri aperti e trovare maggiore profondità dalla panchina per mantenere alta l’intensità del pressing. Le chance di accesso alla post-season restano concrete, ma la Tezenis dovrà dimostrare maggiore cinismo nel clutch time per evitare che altre dirette concorrenti, come Cividale, possano violare il parquet di casa.
Last modified: Gennaio 25, 2026

