Scritto da 4:49 pm Verona, Attualità, Cronaca, Cultura

Autodifesa femminile a Verona: corsi gratuiti nei quartieri per sicurezza, consapevolezza e autonomia

Verona (lunedì, 9 febbraio 2026) — A Verona l’autodifesa non viene proposta come risposta muscolare alla paura, ma come educazione alla presenza. Presenza nel corpo, nello spazio, nelle relazioni. È da qui che partono i corsi gratuiti di autodifesa femminile, fisica e psicologica, che stanno attraversando le circoscrizioni cittadine con un’adesione che racconta più di molte analisi sociologiche.

di Valeria Russo

Oltre settecento donne hanno già partecipato, dall’avvio dello scorso autunno. Un numero che parla di attenzione diffusa, ma soprattutto di un bisogno concreto: strumenti semplici, accessibili, che aiutino a riconoscere una situazione di rischio prima ancora di reagire. Il progetto è promosso da USacli APS di Verona, insieme al Comune di Verona, alla Rete Italiana Città Sane, con il sostegno di Fondazione Cariverona e di Magis. Una rete ampia, costruita per lavorare non sull’evento, ma sulla continuità.

I corsi sono pensati per donne di età molto diverse, dai quattordici agli ottant’anni, senza alcuna richiesta di allenamento o esperienza pregressa. Cinque incontri serali, dieci ore complessive, un tempo misurato che non invade la vita quotidiana ma vi si inserisce. La disciplina di riferimento è il Krav Maga, utilizzato non come esibizione di forza, ma come linguaggio essenziale per affrontare situazioni di stress, per gestire la paura, per capire come reagisce il corpo quando si sente minacciato.

Nelle palestre e nelle sale civiche si incontrano generazioni che raramente condividono lo stesso spazio: nonne con nipoti, madri con figlie, donne che arrivano con storie e fragilità diverse. È qui che il progetto mostra il suo volto più interessante. L’autodifesa diventa un fatto relazionale, non individuale. Le associazioni sportive coinvolte, Eagle Team e Team 13, lavorano con istruttori federali qualificati, mantenendo un’impostazione rigorosa ma priva di retorica, attenta alla dimensione psicologica tanto quanto a quella fisica.

Il cuore dell’iniziativa, per l’anno in corso, è la distribuzione sul territorio. I corsi stanno completando il loro passaggio in tutte le circoscrizioni, per non lasciare zone scoperte. Nei prossimi mesi partiranno i cicli nella Terza Circoscrizione, alla scuola Europa Unita, e nella Quarta, alla Sala Salgari. La Quinta è in fase di definizione, mentre nella Sesta il corso iniziato a gennaio è ormai in chiusura. Le iscrizioni sono già aperte anche per la sessione autunnale, prevista da metà settembre 2026.

Dentro questo progetto c’è una visione che supera l’idea di difesa come semplice protezione dal pericolo. L’autodifesa viene intesa come conoscenza di sé, dei propri limiti e delle proprie risorse, come capacità di stare nello spazio urbano senza sentirsi costantemente in difetto. È un approccio coerente con la prospettiva delle Città Sane promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove la salute non è solo assenza di rischio, ma possibilità di scelta.

Alla fine delle lezioni non resta la promessa di invincibilità. Resta qualcosa di più concreto e più utile: la sensazione di essere un po’ meno passive, un po’ più consapevoli. E, forse, un po’ più libere di muoversi.

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Last modified: Febbraio 9, 2026
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